Egregio direttore,
in questi giorni viviamo momenti di apprensione, ansia, preoccupazione, pensando al nostro Papa ricoverato in ospedale in gravi condizioni di salute. Papa Francesco può essere indicato con quella caratteristica che ebbi modo di sottolineare in una mia precedente lettera: Papa della misericordia, del perdono, dell’accoglienza.
Ora cogliamo un suo dono, non nuovo certo, ma più intenso: Papa dell’unione dei cuori. Molte persone si riuniscono in preghiera anche in quella piazza dove ci si reca per ascoltare la sua voce ogni domenica e nelle feste religiose più significative. In questi giorni, quando nel mondo sembra dominare la divisione, soprattutto nei suoi aspetti più devastanti, a causa di guerra e conflitti, vediamo che l’uomo super tecnologico e dalle stupende conoscenze scientifiche non riesce a farla cessare. Ma è la preghiera a dar vita all’unità autentica. La necessità della preghiera è da sempre raccomandata nella Chiesa (mi viene in mente quando dalla radio, il mezzo principale di comunicazione a quei tempi, si veniva informati delle gravi condizioni di papa Giovanni XXIII, colpito da male inesorabile. Ero in terza media e con un compagno di classe, educati al valore, alla virtù dell’ubbidienza, entravo in chiesa, parrocchia di San Pietro, per non far mancare anche la mia, invitando a starmi vicino quell’amico di studio e di giochi. Ricordo pure che il segretario Loris Capovilla ebbe a testimoniare che quando il Papa Giovanni XXIII era sul letto della malattia, ormai nell’ultima fase, nella sua camera sentiva entrare dalla finestra le voci di tante persone, si meravigliava e chiedeva cosa fosse: «Ma santità siete il loro Papa, pregano per il loro Papa»).
Il tempo nel suo incessante scorrere non riesce a far venir meno i valori autentici. «Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato» ( Luca 11,8) ha promesso duemila anni fa Chi, Lui solo, ha «parole di vita eterna» (Gv.6,69).
Con la speranza che lenisce un po’ la sofferenza, non sappiamo come sarà nei prossimi giorni, abbiamo, e rimane, la certezza che Papa Francesco è un dono per tutti («Ogni dono buono, nella pienezza, viene dall’alto», sta scritto in una lettera di San Giacomo).
SEMPRE CON NOI
26/02/2025 - Umberto Masperi