LE CALZE DEL MURATOTE

05/03/2025 - Luigi Bertolini

Pregiatissimo direttore,
come scoprire il valore delle piccole cose attraverso questo racconto.
Nel secolo scorso, in una cittadina inglese, dopo mesi di lavoro, una schiera di muratori aveva terminato la costruzione dell'altissimma ciminiera di una fabbrica.
Quando l'ultimo muratore era sceso dalla vertiginosa impalcatura di legno, l'intera popolazione della cittadina era radunata per festeggiare l'evento e soprattutto per assistere alla spettacolare caduta dell'impalcatura.
Appena il castello di assi e travi crollò tra il frastuono, la polvere, le risate e le grida della gente, con stupore, si vide spuntare sulla sommità della ciminiera la testa di un muratore che aveva appena terminato il lavoro nel colletto interno. La folla degli spettatori ammutoli' di colpo e l'orrore cominciò a serpeggiare in mezzo a loro. «Ci vorranno parecchi giorni per alzare un'altra impalcatura e quel povero muratore potrebbe morire di freddo, di sete e di fame!».
In mezzo alla gente c'era anche la madre del muratore molto preoccupata.
Ad un tratto si fece largo ed arrivata sotto la ciminiera fece un cenno al figlio e gli gridò: «Togliti le calze!». A quel punto un mormorio si diffuse: «Poverina, il dolore le ha fatto perdere la ragione!». La donna, però, insistette. Il figlio, per non preoccuparla ulteriormente, si tolse una calza mentre la donna gridò nuovamente: «Rovesciala, cerca il nodo della cucitura e poi tira!». Il muratore ubbidì e ben presto si trovò in mano una grossa manciata di lana. «Fai lo stesso con l'altra calza, poi lega insieme i fili e buttane giù il capo mentre tieni l'altro ben saldo fra le dita!». Il muratore eseguì. Al filo di lana fu legato un filo di cotone che l'uomo tirò fino in cima, poi al filo di cotone fu attaccata una cordicella, alla cordicella una corda ed infine un robusto cavo. Il muratore lo fissò saldamente alla ciminiera e scese tra gli «hurrà!» della folla.
La vita e la propria salvezza dipendono da cose piccole e fragili che molto probabilmente già possediamo; basta pensarci!
«Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore», ci ha insegnato Santa Madre Teresa di Calcutta.
Grazie di cuore per l'ospitalità.