Carissimo direttore,
vi è stata polemica sulla posizione che Davide Prosperi ha assunto rispetto alla drammatica situazione che si sta creando a causa delle guerre in atto, e l'accusa è chiara, oggi bisogna schierarsi, vi è un aggressore che è pericoloso quindi bisogna aiutare chi è aggredito, non a parole, ma militarmente. Secondo questa accusa, i cattolici non si schierano e quindi sono inutili alla storia; peggio: favoriscono l'aggressore. Un ragionamento che sembra essere perfettamente logico; ma la questione è se oggi la situazione chieda di schierarsi da una parte e contro l'altra. Ed è su questo che obietto: la situazione non chiede di schierarsi, ma di cercare i segni di pace. Su questo sì che ci si deve impegnare, sforzandosi di cercare degli spiragli per costruire la pace, sapendo e sperando che questi spiragli possano aprirsi nell'aggressore.
Chiamare questo "neutralismo" è sbagliato: i cattolici non hanno dubbi su chi sia l'aggressore, ma sanno che lo si può piegare anche senza usare le armi contro di lui.
Ci vuole un movimento di pace, compatto e unitario, questo oggi ci vuole, non schierarsi!
È a questo livello che si deve discutere oggi, qui sta la questione vera di questo momento grave e drammatico.
PACE, NON NEUTRALISMO!
01/04/2025 - Gianni Mereghetti